111. July 4, Day of Mourning for Roberto Cavalli

Giorgio Cavalli holding Roberto Cavalli

Giorgio Cavalli holding Roberto Cavalli

111. July 4, Day of Mourning for Roberto Cavalli

A few days ago Matteo Renzi, the Mayor of Florence, called me. He had been asked to commemorate a great massacre committed on July 4th, 1944 in Castelnuovo dei Sabbioni, a small village in Valdarno near Florence. At that time it was known for its major coal mine – an important element for heating and transportortation.

“Roberto, I have learned that among the 85 martyrs, killed by the German SS and the fascists, was Giorgio Cavalli, your father. I have decided to attend and would be proud to be with you on this solemn occasion!” “Thank you Matteo, I will certainly be there along with my children…”

My father, almost unknown to me, has always been in the corner of my heart!
How would my life have been if I had had a father?
Surely I would have studied and would have graduated!

I’m writing a book about my life… I wish to propose to you how it commences… it is called “MY ADVENTURE”

…There is a knock on the door… a muffled sound interrupts our lunch on a beautiful summer’s day.
My father leaves the table to open the door… his eyes stop smiling… something very bad is going to happen.

My mother is in the kitchen and rushes to be close to my father. Three German soldiers are screaming in an incomprehensible language!

They take my father’s arm and make a sign for him to follow them. My father pauses a moment… looks into my eyes… holds out his hand to me and says “Stay close to Mom and Lietta!”

I look at him as he goes away. He disappears from sight just around the front door.

My father was working in the mines… he was a surveyor… he was studying every night to become a doctor.

Then comes the morning of July 4th. The wind carries away the noises down in the valley. The little town plunges into an absolute silence.

The women, half hidden behind shutters, are witnessing a scene that composes itself little by little in the square. Small groups of men, young and old, are being shoved… dragged… by three or four young Germans armed with machine guns.

Dribs and drabs like extras in a movie, they find themselves in a crowd that slowly grows to about eighty people. They look at one another. They are ordered to regroup near the rock wall…

The machine guns open fire… crazily!
Their bodies fall, piling one on top of another…
Their poor bodies are then sprinkled with gasoline and set on fire!

I have often thought that my father’s last thought was of me!

I HATE WAR… I HATE WEAPONS … I HATE THOSE WHO DO NOT UNDERSTAND THAT THE AMBITION OF ONE CAN CAUSE THE DESTRUCTION OF MANY!

I LOVE YOU
Roberto Cavalli
Marcella Rossi, Lietta, Roberto and Giorgio Cavalli
Giorgio Cavalli
Giorgio Cavalli - Castelnuovo dei Sabbioni

23 replies
  1. Victoria
    Victoria says:

    Thank you Roberto for sharing with us so …. personal items … It is sad that people can be so cruel … I read the post with tears in my eyes …

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  2. Cavallino
    Cavallino says:

    TI SONO VICINO! tuo padre sarebbe stato orgoglioso di te! Hai creato una splendida famiglia e sei diventato famoso in tutto il mondo… Ti stimo tantissimo! Forza! L’Amore ha vinto!

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  3. frøydis Gambino
    frøydis Gambino says:

    Buonasera Mr Cavalli, che storia triste, si la guerra e una cosa male. Fa male a tutti. Sono sicuro se suo padre era in vita era fierissimo di avere un figlio come te,, con un talento cosi grande come te. La vita va avanti bisognerebbe viverla bene con tanta gioa e tanto amore.Salute da Frøydis

    Reply
  4. Francesco
    Francesco says:

    Le fosse Ardeatine, Sant’Anna d Stazzema, Marzabotto, Castelnuovo dei sabbioni, Monte Morello…e tanti altri…….Durante la seconda guerra mondiale la follia nazi-fascistà si accanì contro gli inermi. Si perchè solo pochissime vittime erano militari, partigiani o “combattenti”, mentre la stragrande maggioranza delle vittime erano donne, vecchi e bambini….
    Le SS,le Schutzstaffel, “squadre di protezione” (che nome beffardo…), le unità di combattimento di “Elite” di Hitler, quelle fedeli fino alla morte, quelle che avrebbero dovuto sconfiggere ogni nemico, si trovarono ad uccidere codardamente degli inermi….
    Anche io ho perso il nonno, fucilato dai Nazi-Fascisti a monte morello, e anche se non era mio padre e non l’ho mai conosciuto direttamente (ma solo dai racconti di mia nonna) capisco cosa hai provato.
    La guerra è la cosa più stupida che l’uomo possa fare, non ci sono vincitori in guerra, solo sconfitti morte e dolore….Abbasso le guerre!!!!
    Dobbiamo tenere viva la memoria di tutto ciò….perchè non riaccada di nuovo!
    Ed è vero…..tuo padre sarebbe, anzi E’ fiero di te….per come sei cresciuto, per come sei diventato, per quello che hai fatto e per quel che farai………
    Ti sono vicino…… e ti tringo forte!
    Francesco.

    Reply
  5. yana
    yana says:

    la famiglia di mia nonna é stata eliminata dai fascisti… lei odiava i tedeschi per il resto della sua vita… per tanti anni credevo i tedeschi siano il popolo píu cattivo al mondo, ma dopo aver vissuto in paesi diversi tra cui anche Germania devo dire che un po di odio per quelli che sono diversi c’é ovunque…

    Reply
  6. Maria Grazia
    Maria Grazia says:

    penso che rimanga come un rimorso…sessere stati impotenti..davanti a tanta ingiustizia e crudeltá …
    puoi vivere e andare avanti solo pensando di cambiare il tuo mondo e quello che ti circonda…
    e lei Sign.Roberto ci é riuscito alla Grande!!!!!
    SOLO CON TANTO AMORE !!!!!!<3
    Marí

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  7. Mirko Giommarelli
    Mirko Giommarelli says:

    sei un grande uomo! tuo padre sarebbe stato fiero di te! meriti il mio rispetto più profondo!
    ti voglio bene!
    un abbraccio!
    ti sono vicino!
    tuo amico Mirko!

    Reply
  8. Natalie
    Natalie says:

    This truly saddens me. So tragic. Your family has endured so much tragedy. So much pain. I am sorry for your loss, but I thank you for sharing such a personal story. God Bless.

    Reply
  9. Tobias
    Tobias says:

    Your father would be proud of you,… if he would be alive. And who knows, perhaps he guided you from heaven all your life as an angel. Sitting here sad as I write this…

    Reply
  10. AnnaSofi
    AnnaSofi says:

    What a sad story Mr. Cavalli.. The war is the most destructive thing that ruins millions of lives and hopes.. I’m extremely sorry for your loss Roberto. I’m sure your father is very proud watching you from heaven… Your mother is such a strong woman to grow up kids on her own during the period of war. We must always remember the dark times of the war, the terrible distruction it brings to people and never again let it take place in the world’s history. Kisses. LOVE YOU ALWAYS. AnnaSofi

    Reply
  11. Sergio piperno
    Sergio piperno says:

    Caro Roberto,
    Grazie per avermi segnalato il tuo blog.
    Grazie soprattutto per avere condiviso questi tuoi ricordi così forti e così amari di cui tu e
    Lietta non mi avete quasi mai parlato. Sono convinto anch’io che tuo Padre sarebbe orgoglioso di te e di Lietta. Forse un giorno ci rivedremo e potremo parlare di questi ricordi come di tanti altri che abbiamo condiviso.
    Un forte abbraccio. Sergio

    Reply
  12. Lioniero del Maschio
    Lioniero del Maschio says:

    Da qualche anno, dopo la morte di mia moglie, la solitudine mi ha spinto a rivedere il mio passato e anche gli anni che ho vissuto a Castelnuovo dei Sabbioni. Forse ricordi il mio nome, anche se tu hai almeno sette o otto anni meno di me e giocavo più con Lietta ai Villini.
    Penso che dopo la guerra siamo rientrati a Firenze nello stesso periodo, ma ciascuno di noi ha preso strade diverse. Ho sempre pensato a Lietta, che doveva avere l’età di mia sorella Maria Paola, che purtroppo non c’è più. E’ cercando lei che sono arrivato a leggere queste note e a trovare te che non avevo cercato, considerando che non avresti avuto il tempo per ricordarti di me. Ho visto con nostalgia le foto del tuo babbo e di tua mamma, ma chissà, appunto, se te o Lietta vi ricordate di me e di Gianna Ginocchi.
    Non sapevo che anche tuo babbo era finito in quella orribile piazza, sinchè non mi sono messo, in vecchiaia, a cercare notizie di Castelnuovo e ho trovato Emilio Polverini, un compagno di scuola che sono andato a trovare e mi ha raccontato un sacco di cose, anche se del paese resta ben poco, a parte i Villini.
    Non voglio certamente scocciarti, ma mi piacerebbe avere qualche notizia, specialmente di Lietta, che ho visto ha un atelier o comunque si occupa anche lei di moda o cosmesi.
    Ho una foto con Lietta, che non sono riuscito a mettere qui. Se ti interessa posso mandartela per e-mail, ma al momento non ho l’indirizzo.
    Per finire, a parte gli ovvi complimenti per tutto quello che tu hai fatto, un saluto grande così a te e Lietta.
    Vi abbraccio.
    Lioniero

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